"Questo blog nasce dall'esigenza e dalla voglia di condividere l'esperienza lungo le strade che portano dalla Francia all'oceano Atlantico. Sarà la trascrizione degli sfoghi,degli appunti e dei pensieri che mi accompagneranno durante i 30 giorni di cammino da Saint Jaen Pied de Port a Santiago de Compostela e i 3 dalla cattedrale spagnola a Capo Finisterre. Potrà essere l'occasione per non affrontare totalmente in solitaria questa esperienza ma per camminare un po' tutti assieme, ognuno con il suo zaino metaforico, ognuno con i suoi perchè, le sue motivazioni, le sue necessità! Buen Camino para todos y buena lectura!"

Dopo quasi un anno di inattività "letteraria", se così possiamo avere la pretesa di definirla, e alla vigilia di un'altra esperienza intensa e profonda come quella di volontariato a Mlali in Tanzania, trovo giusto e significativo tornare a far vivere il blog che mi ha accompagnato in quello che è stato il cammino che più di ogni altro ha segnato in maniera indelebile la mia vita.



mercoledì 1 agosto 2012

E quinidi uscimmo a riveder le stelle...

Si parts presto la mattina da boadilla;si parte soli la mattina da boadilla...in cielo stellato a farci. Un cielo stellato a farci compagnia,la Luna Che illumina il cammino,il volo dei pipistrelli Che rende selvaggia l'uscita dal paese e mi accompagna fino al sorgere del sole alle mie spalle.tappa fatta di pensieri,fatta di sensazioni forti impossibili da trasferire Sulla tastiera di un computer;fatta di nostalgia per la compagnia lasciata alle spalle e Che un segno indelebile ha impresso lungo il mil Camino,e fatta di tanta voglia di arrogate e vedere cosa la vita aveva previsto per me una volta giunto a Carrillon de los...ebbene torna a riecheggiare la magia del Camino,quella magia che riunisce le persone che inseguono la propria leggenda personale..ed ecco che ada ttendermi all'albergue unicipal de santa maria c'e´ Javier, con il quale passo tutta la gioranta in un parco a descansare e a fare il bagno nel fiume, poco dopo ecco Ester e Arthur, ancora dopo Matteo....e infine arriva anche Pietro..ognuno arricchito da una giornata vissuta in solitaria e pronto a rimettersi in gioco nella "famiglia" creatasi nel cammino. Cosi' la giornata scorre tra canti con chitarre, djembee` e flauti gestita dalle suore della confraternita´, una messa con benedizione dei pellegrini davvero toccante,sentita e partecipata, accompagnata dall'ormai proverbiale suono dell'organo toccato da Arthur che ci allieta le celebrazioni eucaristiche e le rende molto piu´intense, e la classica cena a base di vagonate di pasta e verdurame vario magistralmente preparata dal sottoscritto :) La mattina si riparte...e pero´come al solito nel cammino, non cé' mai niente di scritto a tavolino, niente di prevedibile e programmabile.Matteo non riesce a superare il dolore procuratogli da una vescica di dimensioni "bibliche", tanto per rimanere in tema, ed e' costretto a fermarsi un giorno, con lui Ester il cui mal di gola unito a principi di febbre si fa troppo importante per permetterle di camminare...lasciamo per strada due importanti compagni di viaggio,´la loro semplicita', la loro gioia, la loro voglia di conoscere, di scoprire, di buttarsi nelle avventure ci manchera´ sicuramente, nella speranza, come sempre che la strada ci metta nuovamente fianco a fianco. Ma non e' finita qui....anche io, come il miglior ciclista alla terza settimana di tour, o il miglior Colombiano in qualsiasi vacanza:) vengo colto da una crisi allucinante di stomaco che mi mette ko e mi costringe a interrompere a meta´ la tappa. Vengo soccorso praticamente da tutti i pellegrini conosciuti in questi giorni, che mi coprono, mi prendono del the, mi accompagnano all'albergue, tra tutti Javier che si ferma addirittura a dormire con me e mi porta la cena a letto. Giornata difficilissima ma che mi ha insegnato tanto. Mi ha aiutato ad accettare di potersi riscoprire vulnerabile, mi ha aiutato ad accettare che gli imprevisti, le difficolta´ e le cause di forza maggiore possono modificare anche il mio di cammino e non solo quello degli altri. E' stato bello oggi durante il tragitto osservare come tutti e dico veramente tutti i pellgrini incontrati nel nostro tappone castellano (41 km con medie superiori ai 6 km/h per recuperare la tappa perduta ieri) mi chiedessero come stavo...ma quanto gente si ricorda di me??certo mi devo proprio fare una bella pubblicita´:) Siamo dunque giunti al Burgo Ranero, piccolo pueblo a 38 km da Leon che proveremo a raggiungere domani gambe e piedi permettendo e probabilmente partendo di notte per affrontare il tratto che ci si prospetta (13 km di mesetas) un po' al fresco...dunque é´proprio il caso di dirlo...dopo le tempeste, le burrasche e gli arrivederci/addi...siamo pronti per uscire fuori a riveder le stelle..

2 commenti:

  1. hola' Tiago...il cammino e' una storia personale, una scoperta di noi stessi...e' un avvicinamento lento, un perdersi per ritrovarsi...nel silenzio, nella solitudine, nelle prime luci dell'alba accompagnati dalle stelle che ci indicano la Via...quella Via dentro noi stessi, la scoperta dell'altro dentro di noi da custodire gelosamente per sempre, e' l'altra parte di noi che rimarra' sempre in Cammino e che vorremo raggiungere in ogni istante al nostro ritorno...hasta luego hermano querido...buen camino

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  2. Carissimo Gabriele, scrivo dopo un po' di giorni che non lo faccio ma la lettura dei tuoi post è sempre stata costante e piacevole.
    Avrai passato Leon, avrai sostato in questa seconda grande città dopo Burgos. Leon è stata la mia città di partenza nel primo cammino del 2005; partivo per un collega malato, partivo per lui. Fu un'esperienza bellissima ma particolare per la motivazione e per i pensieri che andavano sempre e costantemente a lui. Non è più con noi il mio collega Alessio ma tutte le altre volte che ho calpestato il Cammino di Santiago l'ho sempre sentito con me e "rivisto" in tante circostanze. Merlino mi può essere testimone di tutto questo.
    Avrai iniziato a vedere in lontananza i Monti di Leon, quei monti che dopo Astorga si fanno sempre più vicini e che ricordo a me spaventa tanto il pensiero di doverli superare.
    Ma poi lo fai e poi ancora te li trovi alle spalle e tutto questo mentre cammini verso Santiago che piano piano si farà sempre più vicino.
    Sono curioso di sapere nei dettagli le tue emozioni nel passare le mesetas; sono quei dettagli che mi dirai a voce perchè sarà importante vederti gli occhi mentre parlerai.
    Leggo che hai avuto problemi allo stomaco: stai attento all'acqua delle fontane perchè non sempre è buona da bere o comunque a lungo andare potrebbe dare dei problemi intestinali.
    Le suorine di Carrion le ho ancora nel cuore, come la Messa del pellegrino della sera celebrata da un sacerdote con il quale ho parlato a lungo l'anno scorso. E' stata una delle celebrazioni più partecipate.
    Ti auguro, da sempre, buon cammino; quello fisico e quello dell'anima. A presto.

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