"Questo blog nasce dall'esigenza e dalla voglia di condividere l'esperienza lungo le strade che portano dalla Francia all'oceano Atlantico. Sarà la trascrizione degli sfoghi,degli appunti e dei pensieri che mi accompagneranno durante i 30 giorni di cammino da Saint Jaen Pied de Port a Santiago de Compostela e i 3 dalla cattedrale spagnola a Capo Finisterre. Potrà essere l'occasione per non affrontare totalmente in solitaria questa esperienza ma per camminare un po' tutti assieme, ognuno con il suo zaino metaforico, ognuno con i suoi perchè, le sue motivazioni, le sue necessità! Buen Camino para todos y buena lectura!"

Dopo quasi un anno di inattività "letteraria", se così possiamo avere la pretesa di definirla, e alla vigilia di un'altra esperienza intensa e profonda come quella di volontariato a Mlali in Tanzania, trovo giusto e significativo tornare a far vivere il blog che mi ha accompagnato in quello che è stato il cammino che più di ogni altro ha segnato in maniera indelebile la mia vita.



venerdì 3 agosto 2012

a casa como siempre...

Partenza notturna dal Burgo Ranero, la direzione e´ Leon (39,7 km) e la sveglia suona alle 4. Con Javier affrontiamo l'ultima mesetas lunga 13 km immersi nell'oscurita´, attenuata solo da una bellissima luna piena che lascia l'ebrezza di poter osservare, di notte, la propria ombra. Una sensazione probabilmente ovvia e che avre´vissuto un sacco di volte nella vita, ma che mai come in questi favolosi 13 km ho sentito mia;il confronto con l'ombra delle giornate passate sotto il sole a camminare e´forte, e l'alternarsi all'alba della luce della luna con quella del cerchio solare ha regalato lunghi momenti di magia. Il resto della camminata si svolge a ritmo serratissimo, nostro marchio di fabbrica nei giorni "despues" la malattia. Con Javier sta nascendo un'amicizia sempre piu´forte e importante, fatta di scambi, condivisioni, fede. Parliamo di tutto, da Inisesta a Vasco Rossi, da Pablo Neruda e Super Mario, passando per la tecnologia Apple e per dei trattati di matematica analitica circa lo studio della finzione iperbolica e parabolica.A Leon le facce che si sussguono in ostello poi sono quelle dei compagni incontrati fin oggi. Allora ci sono Federica e Ivana che hanno accorciato col pulmann pur di arrivare e guadagnarsi l'attesissima foto davanti alla cattedrale; c'e´Michela che giunge da Bercianos maculata dalle vesciche ma a denti stretti e con tanto coraggio; ci sono Gianluca, Marco, Stefano, anche loro reduci da disturbi fisici; c'e´Pierluigi e con loro tanti e tanti altri volti del cammino tra i quali la mia attenzione si sofferma su quelli di una famiglia ciclisti di Girona, madre, padre (Felix, detto il pirata di Catalugna..ogni riferimento a persone o cose e´puramente casuale) e il piccolo Arnau...beh, nelle loro vacanze da 3 anni a questa parte stanno percorrendo in bici lo strano cammino di Santiago....questa scena, dopo giorni che condividevo gli ostelli con loro e che avevo imparato a conoscerli e a parlarci mi ha fatto molto riflettere; e mi ha fatto riflettere su quanto siano importanti le opportunita´ che un genitore puo´dare ad un figlio per avviarlo alla vita...su quanto sia forte l'influenza che un adulto ha su un ragazzino...e questo esteso alla figura dell'educatore ha iniziato a far scaturire in me una gran voglia di rimettermi in gioco in maniera differente...di donare me stesso per far si che gli altri possano scoprire e affacciarsi al mondo anche attraverso i miei occhi, i miei pensieri e soprattutto i miei sbagli...con la totale liberta´e l'obbligo di percorrere una strada migliore e piu´consapevole della mia. La serata a Leon scivola poi via tra una cena in una parco e una rapida "vuelta" di Pinchos nel Barrio Umido prima del coprifuoco imposto dalle monache per le 9.30, ora della compieta. Con la giornata di oggi il cammino ha continuato a regalare emozioni, storie, paesaggi, imprevisti e scelte pronte ad essere modificate...mi ha regalato di incontrare nuovamente Cristina (l'hospitalera di Granon) che ha iniziato a farsi il cammino da Leon e con la quale stasera ho condiviso la cena.Poi ci sono le chiacchiere in tutte le lingue del mondo senza capire bene ne cosa ci viene detto, ne soprattuto cosa si sta dicendo;poi c'e´il corso di Spagnolo a cui mi sottopone Javier che pero´sembra non dare i suoi frutti, mentre i miei insegnamenti basilari di italiano ("So alle barbe"..."Si cazzo"..."Pandorino" ecc) stanno andando alla grande col "chico"spagnolo;Poi ci sono i sorrisi, gli sguardi, i brividi sulla pelli, le preghiere nelle chiese, i pasti condivisi con chiunque, il descanso pomeridiano, i piedi nel rio....in fondo c'e´ il sentirsi a casa....a casa como siempre!!!

1 commento:

  1. Mi piace molto leggere le cose che scrivi che nascondono una meravigliosa soddisfazione per questa esperienza che stai portando avanti in maniera splendida!!!! Mi viene in mente che a distanza di un anno sono maturate in te tante cose !!!! un abbraccio e buona strada sempre!!! tua cg

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