"Questo blog nasce dall'esigenza e dalla voglia di condividere l'esperienza lungo le strade che portano dalla Francia all'oceano Atlantico. Sarà la trascrizione degli sfoghi,degli appunti e dei pensieri che mi accompagneranno durante i 30 giorni di cammino da Saint Jaen Pied de Port a Santiago de Compostela e i 3 dalla cattedrale spagnola a Capo Finisterre. Potrà essere l'occasione per non affrontare totalmente in solitaria questa esperienza ma per camminare un po' tutti assieme, ognuno con il suo zaino metaforico, ognuno con i suoi perchè, le sue motivazioni, le sue necessità! Buen Camino para todos y buena lectura!"

Dopo quasi un anno di inattività "letteraria", se così possiamo avere la pretesa di definirla, e alla vigilia di un'altra esperienza intensa e profonda come quella di volontariato a Mlali in Tanzania, trovo giusto e significativo tornare a far vivere il blog che mi ha accompagnato in quello che è stato il cammino che più di ogni altro ha segnato in maniera indelebile la mia vita.



giovedì 19 luglio 2012

"veloce come e´veloce il vento"

E sarai, veloce come e´veloce il vento, un uomo vero senza timore, potente come un vulcano attivo...beh  proprio la fantastica canzone di Mulan la sintesi perfetta dalla giornata di oggi. Tappa di soli 20 km, con il mezzo l'alto del Perdon raggiunto la mattina presto e sul quale spirava un vento incredibile. Lanciato dalla cima del monte, come promesso, il grido "Raviola" si scende per una ripida discesa. Ma in fondo della descrizione della tappa si sono riempite guide, siti internet e blog. Sicuramente piu´affascinante e´quyello che si respira percorrendola. Cosi´il sole che sorge alle nostre spalle e piano piano inizia a riscaldare e ad illuminare la nostra scesa al monte e´qualcosa di impagabile, che ha il sapore della poesia. Cosi´come poesia sono le ampie vallate con i campi di girasoli, grano e fieno, alcuni pronti per la mietitura, altri che l'hanno appena passata e danno alle colline di navarra quel gusto di lungomare sabbioso Abruzzese che tanto mi e´caro. Il vento soffia forti, in faccia, di lato, alle spalle e le pale eoliche di cui la il territorio spagnolo e´cosparso, roteano a piu´non posso sopra le nostre teste...ricordano viaggi, vette, il monte Galletto lungo la Bologna-Firenze percorsa lo scorso anno con mi Companeros Gianluca, al quale e´andato il piu´lungo pensiero di oggi. Ritorna da Cuba dopo 3 mesi ed io non posso essere li ad abbracciarlo...quanto mi manchi amico!Il vento che va veloce e sospinge la discese. La compagnia si divide, la tappa e´corta, penso di allungarla, prendo una deviazione di 3km che mi porta ad un eremo dell'ordine dei templari e nonostante tutto giungo a Puente la Reina alle 11. Dopo un giro in paese arriva Carlo che ha preso la via piu´breve, poco dopo arriva anche Francesco e decidiamo ancora di restare insieme. La compagnia si arricchisce di altri due italiani Franco e Maria Elena con i quali consumiamo una tipica cena spagnolo a base di carne di toro (del resto Pamplona e´appena passata). La giornata di oggi credo sia stata molto importante per il proseguo del cammino.Avevo voglia di fare, energie spruzzanti;un pezzo di tappa lo ho addirittura fatto di corsa, e arrivato all'albergue, dopo l'ormai proverbiale lavaggio dei vestiti, mi sono concesso anche una seduta di allenamento extra...potente come un vulcano attivo...Energie che il cammino ti dona...energie che vengono dalla mente e dal cuore! Altro momente bellissimo della giornata odierna, aver incontrato nuovamente i bellunesi con i quali abbiamo fissato una cena delirio domani al termine della prossima tappa con Michael che mi ha comunicato che dovro´essere portatore di un qualcosa in suo nome a Santiago (la compagnia termina il cammino a Burgos)...non nascondo una certa emozione..Ma l'incontro di giornata e' stato sicuramente quello con Diegos, spagnolo reduce da un anno e mezzo a Brescia e tornato in Spagna direttamente sulle vie del cammino con sua madre. Non mi dilunghero´su quello che ci siamo detti nelle oltre 2 ore di chiacchierata pomeridiana, nate tra l'altro poiche´il sottoscritto in veste di Michael Phelpsa della situazione, aveva provato ad imbucarsi nella piscina dell'altro ostello. Mi limitero´a citare la conclusione della discussione che mi ha fatto riflettere per il resto della serata, trascorsa poi tra una canzone del bardo Luic, e delle schitarrate in giardino gentilmente concesse dagli scout di messina, che sono improvvisamente ricomparsi sul nostro cammino....del resto "il cammino e´come un elastico" un giorno perdi certe persone, un altro altre ancora, per poi magari incontrarle nuovamente a messa all'arrivo a Santiago...chissa´.Diegos, che dall'eta´di 22 anni (ora ne ha 33) gira il mondo senza preoccupazioni,. lavori stabili e paure mi ha salutato dicendomi in un italiano perfetto:"l'imporante e' il coraggio di partire, il non pensare a quello che ci si lascia dietro...il resto, sara´sempre qualcosa di bellissimo"....sara´una nottata di riflessione.

Il cammino in breve:
  • inizia a pesarmi il dovermi anche solo regolare a certi orari/momenti del resto della combriccola, la mia scelta di partire da solo era infatti dettata al fatto di non dover sottostare a nessun tipo di regola...i mie, seuppur disponibili compagni potrebbere prossimamente risultare, sotto questo aspetto, un vincolo che non si meritano di essere per quello che hanno saputo darmi in questi giorni;
  • domani altra ttappa tranquilla :circa 25 km in piana fino a Estella che non dovrebbero creare alcun tipo di problema...staremo a vedere.
  • con domani si superano i primi 100 km di cammino e si iniziera´a tirare i primi bilanci;il posto di domani, se possibile racchiudera´un po' una sintesi di questi primi giorno e, spero qualche foto dei momenti salienti fin qui trascorsi;
L'importante e´il coraggio e non pesanre a quello che ci si lascia dietro...vivi senza preoccupazioni,non crearti problemi.... vivi la vita cosi.....es una cosa meravillosa!!

mercoledì 18 luglio 2012

El camino es magico...

III Tappa:Larrasona-Cizur Menor

Seduti al tavolino di un bar, bevendo un caffe´e mangiando un bocadillo..."Gabriel, ho iniziato a credere che el camino es magico"...e´magico perche´ti porta via le cose, perche´alcune te le lasci alle spalle, come i km di strada che ogni giorno percorri, come le montagne e le vette che riesci a svalicare, come i paese che pian piano, voltandoti, ammiri come un piccolo riflesso in questo sconfinato spazio che e´la natura che ci circonda. E´magico pero´, perce´cosi´come te le porta via, inaspettatamente e improvvisamente, sa restituirtele! Cosi´parlo´Alex, un simpaticissimo catalano de Barcelona con il quale tengo lezioni simultanee di italiano e spagnolo (praticamente ogni frase la ripetiamo in due lingue in modo che io possa "apreder l'espanol" e lui "imparare l'italiano".....e´molto piu´bravo di me), conosciuto ieri a Larrasoana e incontrato nuovamente oggi, senza nessun preavviso e nessun appuntamento, qui a Cizur Menor, paese che sta a Pamplona come Serpiolle a firenze (purtroppo l'alimentari non e´neanche paragonabile alla mia amata Botteghina della Nonna Nina, ma ha saputo comunque ristorarci per la cena con dell'ottima verdura che negli ultimi giorni e´stata soltanto un improbabile miraggio....il mio intestino ringrazia e i frutti non tardano a manifestarsi:). Alex e' un personaggio davvero interessante, (fa colazione con Bocadillo e mezzo litro de cerveca alle 7.50 de la manana..tutto dire), ma non l'unico incontrato quest'oggi, in questa rilassante tappa di soli 20 km intervallata da un giro turistico nella citta´di Pamplona. Cosi´c' il giudice Zsolt, ungherese che ha appena perso il lavoro e si e´messo in cammino nella speranza che questa sia un'occasione piu´unica che rara per poter percorrere tutti gli 800 km circa che portano a Santiago, la professoressa di inglese (mamma mia che soggezione sostenere una conversazione serale dopo una gioranta di cammino) e la sua amica, provenienti dalla repubblica ceca, Marki e Petra; e c'´Juan, il simpatico e erudito albergatore che mi spiega tutta sui "cavalieri" dell'ordine di malta (ordine che religioso militare che assieme ai templari proteggeva i pellegrini che muovevano i loro passi lungo il Cammino), ordine al quale appartiene l'Albergue nel quale alloggiamo oggi alla modica cifra di 4 euro. Oggi giornata comunque provante e emozionante,se possibile ancora piu´di quella di ieri, a livello psicologico. Le tentazioni continuano e sono tante, alcune di carattere prettamente sportivo; con quel gusto eterno di mettere alla prova il mio fisico che mi porto dietro da sempre, altre di carattere sentimentale e istintivo, percorrere in solitaria una tappa del cammino senza i riferimenti che mi sono creato finora e´un'idea che mi affascina moltissimo, mi balena l'idea di unire la tappa di oggi a quella di domani, e percorrere per intero i 46 km circa che separano Larrasoana da Puente de la Reina....sono determinatissimo! A Pamplona saluto Francesco e Carlo...fissiamo all'albergue di Cizur...ma li avverto che io, probabilmente, in quel rifugio per pellegrini avrei solamente fatto trovare loro un biglietto di ringraziamento per i fantastici giorni passati insieme e un sincero augurio di Buen Camino per il futuro...dopo due ore per il centro, inizio a percorrere i 4 km che separano Pamplona dalla Serpiolle di Spagna..il tempo sembra non passare mai...l'emozione sale, il cervello frulla, pensa, riflette...fino a quando...eccolo li, il segnale...uscito da Pamplona, appolaiato sotto un albero a fare una foto a delle sciagurate pellegrine asturiane incappate in fastidiosissime vesciche, ecco che appare Francesco...come se fosse li apposta, quasi a volermi aspettare per dire "il nostro cammino assieme non e´ancora terminato"...presa la macchina fotografica e scattate le foto (mi sono baloccato un sacco; le ragazze avevano una Reflex della Nikon e a Kos mi ero appena sottoposta ad un corso intensivo di fotografia sotto la guida della Prof.ssa Romano....avro´scattato 18 foto :)...nessuna sovra esposta tranquilla fidanzata :). Mi fido dei segnali...ho decisoso che faro´cosi´...percorriamo il breve tratto di strada che ci separa dal rifugio e appena arrivati...ecco Carlo, li sulla porta ad aspettarci..il piu´bello dei "benvenuti" che abbia ricevuto in vita mia. La compagnia si muove ancora compatta e domani partira´ alla volta di Puente de la Reina con entusiasmo e soddisfazione per la bellisma giornata che volge al termine.
Poi provate a dirmi che "El camino no es magigo"..

Aggiornamenti Tecnici:
  • non ho mai usato il cambio dei vestiti...tranquilli, non puzzo come un animale;semplicemente mi sono scoperto un bravissimo lavandaio e lavo e asciugo tutto in tempo per utilizzarlo il giorno dopo;
  • i sandali reggono....forse :)
  • Francesco ha spedito cose superflue del suo zaino a casa;Dopo 5 giorni fuori, non ho mau usato, e credo non usero´mai, gamella, fornellino, moka sapone e spugne (adesso non dite tutti "io te l'avevo detto), ma non li spediro´a Santiago...quando uno commette un errore e' giusto che paghi le conseguenze: "il rimorso non cancella la punizione...la punizione cancella tutti i mali"...la mia punizione sara´portarmi il peso fino a Finisterre....al ritorno potrete gridarmi in faccia...."Io te l'avevo detto":)
  • Il francese di nome Luic (che guadagnava da viversi in una maniera poco chiara e sospetta) ha vuotato il sacco (chissa´se per racontare la verita´): ha rallentato il suo passo da legionario per camminare un po' con noi e rivelarci di essere un erudito pagato dallo stadio per ammaliare con i suoi racconti, le sue poesie e le sue canzoni i turisti giunti in terra di Francia....sara´...mah!!!!!Il cammino sara´anche magico...ma alcuni personaggi sono quantomeno piu´che curiosi!
  • Alex...beh, vi assicuro che sentirete ancora parlare di lui (spero)..stiamo progettando una cosa a dir poco favolosa!!
Hasta manana pelegrinos!!!

martedì 17 luglio 2012

sulle sponde del fiume mi sono seduto e ho pianto...

Arrivati a Larrasoana, dopo un tappa piuttosto tranquilla, modificata rispetto al programma iniziale che prevedeva la sosta a Zubiri 5 km prima, sul fiume che scorre e separa il piccolo borgo da proseguo del cammino, mi sono seduto su una roccia con in mano il mio libro e si...ho anche pianto!Ho pianto di felicita´per l'esperienza che sto compiendo, ho pianto nel veder scorrere l'acqua, ho pianto per il rumore del bestiame che ci ha accompagnato per tutta la gioranta e che ancora dal fiume riesco a scorgere. Ho pianto per alcune parole di sostegno e di comprensione ricevute ieri sera per telefono, ho pianto per la benedizione nella chiesa di Roncisvalle alla messa del pellegrino effettuata in tutte le maggiori lingue:inglese, spagnolo, tedesco, francese ed anche in italiano. Un brivido lungo la schiena lungo alcuni minuti;l'emozione di tornare dopo tanto tempo a fare la comunione in un contesto cosi´particolare;ho pianto per le mie preghiere, perche´possano essere ascoltate.Ieri sera prima di addormentarmi ho dedicato l'ultimo pensiero ai ragazzi degli scout, ragazzi a cui tengo tantissimo, che ho visto crescere parallelamente e che spero di aver aiutato a crescere. I segnali del mondo sono tantissimi;stanno nel sole che sorge al mattino, nell'errore commesso davanti ad un bivio che ti porta ad allungare di poco il percorso ma a godere di panorami talvolta eccezionali... e cosi´oggi, sulle sponde del fiume con in mano il mio libro ecco loro, un clan di messina sulle vie di Santiago.Altri pellegrini son partiti, alcuni sono andati, altri continuano a percorrere seppur con i loro tempi le nostre stesse distanze.Altri invece sono andati, cosi´e' stato per il mio amico Matheus che ha deciso di allungare la tappa e procedere fino a girona. Il cammino e' anche questo, partire con in mente un'idea ed essere pronti a modificarla....leghi particolarmente con qualcuno che hai accanto e decidete di proseguire insieme, ti senti bene e hai voglia di continuare, vedi un panorama bellissimo e mozza fiato che merita tutto il tempo del mondo per essere ammirato e decidi di soffermartici senza pensare a niente...perche´in fondo qui a Santiago non c'e´l'ansia di dover leggere una mail, l'ansia di perdere l'autobus o il treno, l'ansia di non farcela a effettuare una telefonata, ad incastrare in pausa pranzo la palestra o quant'altro!Il cammino e´bello goderlo, e´bello goderselo, e perche´no, sedersi sulle rive di un fiume e piangere!

Gabri

Note tecniche:
  • i sandali che i´Pala molto gentilmente mi ha prestato hanno ceduto entrambi senza essere ancora indossati se non per il posto camminata (del potente scotch sta cercando di tamponare la sitauzione ma non so quanto potra´resistere);
  • il menu' del pellegrino di ieri non era poi cosi´straordinario come mi aspettavo, ma arrivare nell'ostello con la cucina oggi e trovare l'unico alimentari/supermercato (tienda) del paese sprovvisto di qualsiasi genere alimentare fatta eccezione per pizze surgelate alla modesta cifra di 8 euro, e´stato sicuramente un colpo peggiore;
  • la tappa di domani sara´modificata di comune accordo con i compagni di viaggio e come consigliatomi prima della partenza da molti, e prevedera´arrivo a Cizur Menor dopo circa 20 km di cammino non troppo impegnativi...tappa "tranquilla" dunque dopo i pirenei del primo giorno e i 27 km di oggi, ma che ci permettera´di fare un giro nella citta´di Pamplona e concederci semmai qualche sfizio;
  • capito compagni di viaggio:Carletto soffre un po' le strade quando le pendenze aumentano, e anche oggi e' rimasto attardato;ho preferito comunque condividere con lui la prima parte del Cammino perche´ieri c'erano state poche possibilita´di scambio personale durante la strada; Francesco continua a macinare da tipico camminatore nordico quale e´, ma in discese, dopo le lezioni prese da SavolBelli non ce ne e´per nessuno e stacco sempre tutti;Oggi quando Matheus e´andato ho pesnato di proseguire con lui....ma ho preferito restare...ho capito che ancora non e´il momento di separare la strada da quella dei miei iniziali compagni..quei compagni che la vita e il cammino mi ha messo davanti e che ho scelto di avere..


lunedì 16 luglio 2012

momenti di straordinaria semplicita´.....

Nella serata a St.Jean,animata da una misteriosa festa che non riusciamo ad individuare per le vie della piccola cittadina, si fa la conoscenza di altri pellegrini,che per le ragioni piu´ disparate hanno intrapreso il cammino verso Santiago;cosi' c'e' Luik che cammina da Salisburgo ininterrottamente da due mesi, Luis, personaggio di mezza eta´di origine francese che vive la vita viaggiando per la francia e guadagnandosi da vivere in modi di cui neanche lui vuole parlare, Nathalie, professoressa Canadese che ha insegnato 10 anni in Cina che si fermera´al rifugio di Orisson invece di raggiungere, come noi altri, Roncesvalle dopo 25 km circa di cammino e oltre 1200 metri di dislivello complessivo;c'e´Matheus, con il quale ho stretto subito una grande amicizia, intensificata all'arrivo oggi alla collegiata di Roncesvalle, ragazzo 20enne brasiliano campione mondiale di Jujitzu per la sua categoria di peso, che muove i suoi passi in nome e memoria di suo padre morto qualche anno fa. In questo clima creatosi in ostello, dopo aver girato per le vie del borgo insieme a quelli che ormai sono diventati i miei compagni di viaggio, Carlo e Francesco, consumiamo una cena leggera seguita da un "teino", gentilmente offerto da Genovine, la proprietaria, e da quattro chiacchiere con i pellgrini delle varie parti del mondo (N.B. In ostello c'e´un'altra ciompagine di 4 italiani, 3 bellunesi e uno di La Spezia che ci terra´compagnia anche stasera a Roncesvalle). La notte prima di attormentarmi, e' il momento piu´bello della giornata;quello in cui ti fermi ad analizzarna e a goderne a pieno, quello in cui hai tempo per pensare al domani,emozionarti per l'inizio di un cammino che aspetti da una vita; il momento in cui hai tempo per leggere.Nello spezzone programmato per ieri del libro di Coelho sul cammino di Santiago (idea dell'Ila che condivide con me la lettura a migliaia di km di distanze...favolosa idea) leggo che lo straordinario risiede nelle cose e nelle persone comuni. E' stato interessantissimo e bellissimo riflettere,ieri prima di addormentarsi su e oggi durante i momenti di isolamento da me fortemente desiderati durante il cammino, su questo spunto.Un concetto che cerco di vivere nella mia quotidianeita´,l'averlo reletto lungo questo cammino ha un sapore tutto particolare e son convinto a perseverare in questa direzione. Perche´straordinario siete voi che mi siete accanto, i miei genitori nei lro sbagli (la preghiera di ieri era dedicata a loro, al rapporto che sarebbe tanto bello quanto per me importante intensificare e rinsaldare) e nelle loro virtu´;persone straordinarie siete voi miei amici di sempre quando facciamo assieme le cazzate piu´enormi o quando discutiamo di qualunque cosa o semplicemente giochiamo la nostra partita settimanale a calcio a 7;straordinari siete voi compagni di calcio nell'intensita´e nel sudore che riversiamo al Pontormo tutte le settime e voi mister e staff che ci state dietro;straorinario e' udire una chitarra che suona, un fuoco scoppiettante, una notte stellata;straordinario e´un bacio intenso o rapito dato da te;straordinario e´il panorama che ci ha accompagnato durante questa prima tappa, vallate, boschi, montagne che la nebbia non voleva abbandonare, come coperte con le quali una mamma rincalza il proprio figlio;straordinario e´scorgere l'arcivescovado di Roncesvalle dopo oltre 6 ore di cammino e ricevere l'accoglienza della collegiata;straordinari sono gli animali  di grande taglia che incontri lungo il cammino, pecore, mucche, cavalli allo stato libero, liberi di correre, brucare, emettere suoni in questa bellezza incontaminata della natura;straordinari sono i piccoli insetti, i vermi, anche essi in cammino non si sa per dove ne fino a quando;straordinario e´ ristorarsi da un camioncino in cima al territorio francese che tiene il conto dei pellegrini diviso per nazione e che ti appone l'ultimo timbro francese prima di sconfinare in Navarra;straordinario e´condividere il cammino, fisicamente con chi mi cammina accanto e con voi che siete distanti;e' aiutare un altro pellegrino in difficolta´o chi il cammino lo effettua in bici e non riesce a sollavarsela dietro lungo la ardua salita di oggi;straordinaria e´la Fontana di Rolando posta prima del confine spagnolo, che per una volta distribuisce acqua e non birre a volonta´;straordinario e il panorama dal colle de Leopoeder,punto piu´alto del cammino (1430m), dal quale parte una lunga e tostissima discesa (ovviamente perche´abbiamo sbagliato bivio nonostante il buon Helmut si fosse piu´volte raccomandato) che porta diretta all'arrivo;straordinaria e´la vergine protrettrice dei pastori dei colle pirenaici, e la croce che precede il confine spagnolo sulla quale trovi centinaia di ricordi provenienti da ogni parte del mondo che ogni pellegrino ha lasciato per un motivo tutto suo;straordinaria e´stata la doccia dopo la camminata e, perche`no, fare e stendere il bucato (ma non diciamolo al Sir senno´poi al mio ritorno si aspetta chissa´che);straordinaria sara´sicuramente la cena del pellgrino stasera;straordinario e´tutto questo...in fondo nient'altro che momenti di straordinaria semolicita´......momenti di trascurabile felicita´.

Gabri

domenica 15 luglio 2012

"Grazie di tutto"

St.Jean Pied de Port
Trovo finalmente un tavolino ed un po' di tranquillita', dopo due giorni travagliati ed intensi di viaggio, nell'Albergue di St.Jean, punto di partenza del cammino, dove passero' la notte prima di partire alla volta di Santiago. Il primo pensiero,adesso che tutto si e' fermato un attimo,adesso che il cuore ha rallentato i suoi battiti ed e' tornato a pulsare regolare,adesso che le lacrime hanno smesso di scorrere lungo il viso, va a voi tutti! A tutti voi che eravate li con me venerdi' sera stretti in un simbolico abbraccio che mi ha trasmesso tanta di quella forza da far apparire quasi come una passeggiata rilassante (come scherzosamente detto con qualcuno di voi) gli oltre 800 km che mi aspettano. E' stato veramente emozionante vedervi tutti li...venuti per me,a salutarmi ed augurarmi,ognuno a modo suo, Buen Camino. gnuno a modo suo perche' diverse sono le realta' unitesi l'altra sera. Cosi', allo studente accompagnato dal genitore si unisce quello piu' grandicello accorso con il collega di tecnologia; ai compagni di mille battaglie sui campi di calcio, si uniscono coloro che su que campi mi hanno trasmesso i valori che in parte mi rendono l'uomo che sono adesso;ai "compagni" di Frammenti e Trame si uniscono quelli con cui ho condiviso gli anni piu' belli delle scuole superiori e che ancora oggi, al solo ricordo, mi emozionano; agli amici freschi e nuovi, conosciuti ultimamente e che hanno saputo ritagliarsi un posto importante e indelebile nel mio cuore, si aggiungono quelli storici che "ogni notte puoi giurarci son presenti",si aggiungono quelli un po' "mentecattini" e quelli piu' riflessivi che questo cammino avrebbero voluto condividerlo. Ai compagni degli scout con i quali ho illuminato con tizzoni ardenti le notti stellate accompagnati dal suono delle chitarre e dei djambee', si uniscono i ragazzi ai quali ho cercato di trasmettere la stessa passione con la quale sono stato cresciuto....e il fatto che venerdi' fossero li...beh,significa che qualcosa sono riuscito a passargli :). Ai miei idoli di quando ero bambino, si sono aggiunti coloro che idoli e riferimenti dovrebbero esserlo di natura, ma dai quali la vita, talvolta, mi ha allontanato...la loro presenza in piazza ad assistere alla partenza di  quello che un tempo era il loro bambino accompagnato da tanti amici ha significato tantissimo per me.Ai genitori degli amici, alcuni presenti, altri lontani ma per i quali batte forte ora e sempre il mio cuore e ai quali andra' piu di una preghiera durante questo pellegrinaggio fino al saluto regalatomi da don Marco davanti all chiesa alla messa delle 18. Per arrivare infine alle pietre miliari della mia vita: colei che fa battere forte il mio cuore e lui, redivivo, con il quale ho condiviso milioni di esperienze che mi hanno segnato la vita...e' stato unico poter camminare al tuo fianco verso la stazione...come mi sarebbe piaciuto tu fossi stato qui al mio fianco in questa avventura. Penso di non essermi scordato di nessuno, se l'ho fatto abbiate il cuore di perdonarmi e prendetevela semmai con chi venerdi' ha riempito,forse troppe volte il mio "bicchiere dell'addio". Dopo i ringraziamenti e i saluti si parte e si sale su quel treno con "destinazione paradiso" italianizzazione pop di St.Jean Pied de Port, con fermate a Pisa, Genova, Ventimiglia, Nice Ville, Tolosa e Bayonne prima di raggiungere la cittadina francese ai piedi dei Pirenei.Il viaggio ha riservato diverse sorprese:dalla pioggia inaspettata di Genova, raggiunta con il piu' classico dei viaggi notturni disteso in corridoio di un intercity diretto ad Asti, agli schiamazzi mattutini del regionale per Ventimiglia;dalla coda alla biglietteria che rischiava di farmi perdere la coincidenza per Nizza, alle dormite puntuali e colossali su ogni treno. Giunto nella citta' francese, dopo un giretto turistico-culturale e un bel bagno al mare (per non perdere l'abitudine che la dura estate da docente aveva impresso alla mia routine) mi fermo a prendere un caffe' in una viuzza del centro. Qui il mio viaggio subisce la prima svolta. Accanto al tavolino in cui sono sistamato dal titolare del bar (un bizzarro individuo sui 35 anni che prende a calci le sedie, urla e sbraita in maniera goliardica in piazza e che probabilmente avrebbe chiesto la mia mano se solo non mi fossi presentato in terra francese con questa acconciatura alla Ronaldo dei tempi d'oro) siedono tre ragazze, due francesi (Karine e Luidivine) e un'australiana in viaggio da sola (Jasmine) con le quali inizia subito una conversazione folle a base alcolica, e il caffe' che meritatamente avevo decido di concedermi si trasforma una tipica mattinata Bauladese (chiedere ad Alessio Palazzi per conferme e chiarimenti).5 bicchieri di vino a stomaco vuoto per poi realizzare, con chiara dimostrazione di ignoranza, che: i nomi delle vie sono scritti in due lingue,francese e dialetto di Nizza (dovuto dalla precedente egemonia italica) e che quella giornata (14 luglio) si stava festeggiando la festa nazionele (presa della Bastiglia 14 luglio 1789). Se la prima notizia viene annoverata tra le simpatiche curiosita', la seconda sonvolge i miei programmi di viaggio notturno in direz\ione Tolosa e, salutate le mie nuove amiche, parto alla volta della stazione a prendere il primo treno per Tolosa. Dopo oltre 6 h di viaggio, passato per la piu' a dormire nelle posizioni piu' impensabili, da far invidia al celebre bradipo Cid dell "Era Glaciale", e a leggere notizie storico-ambientali sul Cammino, arrivo a Tolosa giusto in tempo per i fuochi cittafini che anche qui risentono evidentemente della crisi economica che attanaglia l'intera europa: 40' scarsi,seppur di alto livello, che Matteino si sentirebbe entusiasta del suo exploit del 24 Giugno in terra fiorentina. Poi e' solo fiumana di gente per le strade e la festa prosegue nel quartiere di Jean Jacques, che raggiungo ovviamente a piedi, zaino in spalla con al seguito una birra (aperta in maniera molto figa a contrasto con una ringhiera, cosa che ha innalzato a mille la mia autostima da bevitore convinto).Dopo qualche canzoze con il Bob Marley di turno e un giretto a caccia di cibo, rientro alla stazione (chiusa in perfetto stile francese) dove ad attendermi c'e' una situazione piuttosto preoccupante: un freddo bestia ( e pensare che pensavo di aver portato k-way e collo di Pile solo a prendere polvere) e plotoni di ubriachi e clochard molesti che fanno di tutto per impedirmi di prender sonno nonostante il fagotto all'interno del sacco a pelo in cui mi ero rivoltato.Risistemato nello zaino il giaciglio per impossibilita' di farsi abbracciare da Morfeo, trascorro le due ore che mi separano dal treno in compagnia di un ragazzo sud africano, volontario a Lourdes e reduce dalla via Tolosana (Cammino francese che precede e si ricollega alla via compostellana) di nome Hendrik. Arrivate le 5.38 salgo sul treno direzione Bayonne, non prima di esser redarguito del personale di stazione per aver violato il piu' antico dei regolamenti:"e' vietato attraversare i binari, servirsi del sottopassaggio", sul quale mi concede il meritato riposo.Giunto a destinazione faccio conosco i miei primi compagni di viaggio con i quali adesso pernotto in ostello:Carlo, professore di latino e greco a Vicenza, e Francesco un ragazzo sui 35 anni di Trieste. Insieme raggiungiamo in treno, dopo una leggera colazione (accidenti a me che continuo a provare l'espresso fuori confine),St.Jean dove siamo accolti da Helmut, un pellegrino di Merano che, terminato il Cammino e' venuto a dare una mano all'ufficio di accoglienza. Dopo il meritato paninazzo (farcito con pollo e uovo cotti probabilmente non prima di una settiman fa) e sistemati in ostello,ci apprestiamo a visitare la citta'. L'albergue va riempendosi di pellegrini:francesi, tedeschi, spagnoli e italiani passanto davanti all'anziana signora che lo gestisce e li indirizza nelle cameate.La mia irrefrenabile voglia di conoscere chiama, il tempo scorre e la partenza si avvicina...siamo ormai ad un Passo dall'inizio del Cammino vero e proprio...anzi, il primo passo e' stato gi' mosso con voi venerdi' sera!

Grazie ancora di tutto

Un abbraccio
A presto
Gabri

Note tecniche: Domani tappone pirenaico direzione roncisvalle (26 km circa con 1300 m di dislivello)!

venerdì 13 luglio 2012

e poi arrivò il tempo di partire...

Così all'imporvviso, quasi in maniera inaspettata, come se il tempo fosse volato via veloce,senza freno!Sardegna, Kos, concerti, cene, grigliate e il tempo nelle ultime settimane è letteralmente scappato via senza lasciarmi la possibilità di capire ciò che veramente stava per accadere.Questa è stata un po' la mia scelta per preparare questo viaggio. Quella di non concedermi spazi vuoti per pensare, tanti ne avrò durante il camino, quella di non avere un calendario sul quale barrare le caselle fino alla data della partenza, quella di non farsi assalire da ansie, paure, insicurezze, emozioni....fondamentalmente quella di non vivere questi giorni che precedono la partenza come tappe di avvicinamento all'obiettivo,ma viverli appieno in quanto unici tanto quanto quelli che mi aspettano da stasera in poi.Così è stato bello emozionarsi con gli amici in Sardegna, brindare, soffrire per la sconfitta dell'Italia, tuffarsi nel mare una notte di fine Giugno con la infinita cena appena consumata ancora sullo stomaco. Conoscere la realtà di un paese tanto affascinante quanto piccolo e nascosto, vedere stringersi legami con persone con le quale hai condiviso appena un sorriso, una canzone, una birra. E ancora ritrovarsi con i vecchi e i nuovi amici a festeggiare la chiusura del Frammenti, a trovare la gioia anche nel dolore per i ricordi che nessuno cancellerà, a ballare nelle piazze di San Piero a Sieve prima di ripartire nuovamente alla volta di un'isola lontana, quasi sconosciuta, accompagnato dalla persona che più di ogni altra mi sostiene in tutte le giornate, che condivide con me gioie e dolori e mi ha aiutato ad avvicinarmi a questo evento con tutta la serenità possibile;ballare con lei sulle note di un inaspettato concerto dei Subsonica, sorridere e cantare per le strade dell'isola di Ippocrate su un motorino che in quanto a prestazioni faceva rimpiangere la mia buona e vecchia bicicletta, fedele compagna di viaggio in terra fiorentina, ma che ha saputo regalarci panorami, spiagge e sensazioni particolari e molto forti;osservare un cielo magicamente stellato riscaldati dall'acqua di una sorgente termale in pieno mar Egeo, vedere i fianchi e la pancia gonfiarsi con nella testa le parole del nostro primo ristoratore incontrato in terra greca "one kilo more", e infine arrivare qui...dove tutto in fondo comincia, nel posto che più di ogni altro è la nostra certezza, la casa. Trovarsi uno zaino praticamente pronto e soltanto da completare nei dettagli;fermarsi un attimo, prendere fiato, capire che sta succedendo davvero, che il grande giorno è arrivato, così come sono passati meravigliosamente quelli appena trascorsi e come sono convinto passeranno quelli futuri,svuotare il cuore e l'anima dalle sensazione e dalle emozioni appena vissute, tenere nell'angolo più remoto e più segreto del nostro cuore quelle più forti pronto a riempirlo nuovamente....che è arrivato il tempo di partire...è dunque questa la nuova giornata da vivere!

Ci vediamo stasera per chi c'è all'aperitivo!
Un abbraccio a tutti gli altri

Gabri


"Ma ancora proteggi la grazia del mio cuore,
adesso e per quando tornerà il tempo...
Il tempo per partire,
il tempo di restare,
il tempo di lasciare,
il tempo di abbracciare.

In ricchezza e in fortuna,
in pena e in povertà,
nella gioia e nel clamore,
nel lutto e nel dolore,
nel freddo e nel sole,
nel sonno e nell'amore.

Ovunque proteggi la grazia del mio cuore.
Ovunque proteggi la grazia del tuo cuore. "

giovedì 28 giugno 2012

il giorno della credenziale

Ieri è stata una giornata un po' particolare....molto particolare!Indaffarato nell'infinita burocrazia statale per ottenere il sussidio di disoccupazione che ti obbliga ad attivare dei PIN praticamente anche per andare a fare la spesa dall'ortolano,mi sono ritagliato del tempo per completare i preparativi per le vacanze che precedono il Cammino, ma con un occhio rivolto sempre e comunque alla sfida che mi attende da metà luglio in poi!Avevo fissato con Nicola (mio vero e proprio mentore e maestro nella preparazione di questo pellegrinaggio che non finirò mai di ringraziare) per ricevere da lui le ultime dritte e del materiale tecnico importante per la buona riuscita del pellegrinaggio!Erano giorni però che attendevo una lettera proveniente dalla Confraternita di San Jacopo a Perugia contenente la mia credenziale per il cammino di Santiago!Di cosa si tratta??Beh "la Credenziale è un documento di viaggio che accompagna sempre il pellegrino. Serve ad attestare la sua identità, la sua condizione e le sue intenzioni. Serve a distinguere un vero pellegrino da ogni altro viaggiatore."E' la carta di identità che mi accompagnerà durante il pellegrinaggio e che dovrà essere presentata agli ostelli municipali per aver diritto al pernotto,evitando di doversi accampare in prati, sotto ponti o su panchine come in molte altre esperienze sono stato costretto/ho scelto di fare. Su di essa verranno riportati dai locandieri i timbri che attestano l'avvenuto passaggio per le strade del Cammino e darà diritto, se percorsi almeno 100 km a piedi e 200 km in bicicletta, ad ottenere, una volta giunti a Santiago, la Compostela,documento scritto in latino istituito nel 1970!Tornando a noi, dopo giorni che attendevo, con ormai anche un po' di apprensione ed ansia l'arrivo della Credenziale ecco che proprio ieri, mentre mi dirigevo da Nicola, nella cassetta delle lettere compare una busta indirizzata a me!Ho atteso di arrivare da Nico prima di aprire la buste che conteneva proprio la Credenziale!Ho pensato moltissimo a questa coincidenza, a questi segnali che la vita ti da, ai segnali "dell'anima del mondo" come scrive Coelho (scrittore che mi ha sempre accompagnato nella mia crescita personale e sono convinto lo farà ancora di più lungo le strade del Cammino), che ha voluto che la lettera dovesse arrivarmi proprio quando mi stavo dirigendo da colui che ha sempre ispirato con i suoi racconti, con le sue emozioni rapite e le sue esperienze questo pellegrinaggio!Beh...adesso anche nel vero senso della parola ci sono anche le credenziali per partire....intanto facciamolo per la Sardegna vai!:)
Un abbraccio a tutti
A presto

Gabri